Migliaia di studenti in tutta Italia hanno affrontato il rientro dalle vacanze di Natale in aule gelide, con temperature tra i 10 e i 16 gradi. Da Nord a Sud, caldaie guaste, infiltrazioni d'acqua e impianti di riscaldamento obsoleti hanno trasformato le scuole in ambienti insalubri, scatenando proteste e scioperi.
Al liceo Fanti di Carpi, in provincia di Modena, mille studenti su 2.000 sono rimasti a casa. Stessa situazione all'Istituto Calvi di Finale Emilia, dove la maggior parte degli studenti ha scioperato per il freddo iniziato già mercoledì al rientro dalle vacanze. A Treviso, al Luzzatti del Riccati, solo 12 studenti su 340 sono entrati in classe.
Le condizioni critiche hanno spinto alcuni istituti a misure drastiche. Il liceo Isabella D'Este di Tivoli ha attivato la didattica a distanza. A Vaiano, in provincia di Prato, la scuola materna La Tignamica ha registrato 7 gradi nelle aule mercoledì mattina, costringendo i genitori a ritirare i bambini.
Le proteste studentesche
All'Istituto Industriale Fermi-Sacconi-Ceci di Ascoli, gli studenti hanno scioperato ieri con temperature esterne di -3 gradi e interne sotto i 10 gradi. Hanno esposto uno striscione all'ingresso: "Freddo e regole a tonnellate, ma le aule restano rotte e gelate".
Il Consiglio degli Studenti ha denunciato: «Tali criticità risultano gravi e intollerabili alla luce del freddo di questi giorni. Nessun intervento risolutivo è stato portato a compimento fino a questo momento, costringendo studenti e personale scolastico a permanere in ambienti freddi, insalubri e potenzialmente dannosi per la salute.»
A Fano, al Mamiani, i genitori hanno protestato per le temperature tra 14 e 16 gradi. La provincia ha deciso di spegnere il riscaldamento di notte per evitare disturbi a un supermercato vicino e ai residenti, lasciando le aule fredde al mattino.
I danni strutturali
Non solo freddo. Nel Lazio, la Rete degli studenti medi ha documentato situazioni allarmanti. Al Plinio Seniore di Roma è crollato un pezzo di soffitto in un'aula. Al Machiavelli le finestre sono rotte in tutte e tre le sedi.
Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete, ha dichiarato: «Non possiamo accettare che il freddo in classe e il degrado degli edifici vengano normalizzati. Apprendere, e insegnare, in ambienti insicuri e malsani non è solo un disagio, ma una violazione del diritto allo studio.»
A Ostia, 50 famiglie in alloggi pubblici di via Antonio Zotti vivono senza riscaldamento per caldaie guaste. Una residente ha raccontato: «Mi sono svegliata di notte e stava piovendo dentro casa, l'acqua cadeva dal soffitto.»
L'impatto sull'apprendimento
Rosita Romeo, sociologa dell'ambiente ed esperta di edifici ad alta efficienza energetica, ha spiegato le conseguenze: «Il comfort non è un lusso. In un'aula fredda il sistema nervoso attiva risposte di compensazione: vasocostrizione, aumento del tono muscolare, maggiore dispendio energetico. Risorse che vengono sottratte alle funzioni cognitive superiori: attenzione, memoria di lavoro, capacità di apprendimento.»
La normativa prevede temperature tra 20 e 22 gradi negli edifici scolastici, ma in molte aule si registrano valori di 10-14 gradi.
Un problema ricorrente
I sindacati denunciano che la situazione si ripete ogni anno. La Flc Cgil Modena ha affermato: «Come ogni anno, il rientro dalle vacanze natalizie coincide con tale situazione. È necessario intervenire sugli impianti vecchi e procedere a controlli prima della ripartenza delle lezioni.»
Un genitore di Finale Emilia ha protestato: «Sono almeno dieci anni che, puntualmente, al rientro delle vacanze, si verificano questi problemi legati al freddo.»
La provincia di Treviso ha ammesso che le temperature registrate non si verificavano con tale intensità da anni, causando rotture nei tubi dei circuiti di riscaldamento degli impianti più datati. L'ente ha attivato controlli e potenziato il servizio di manutenzione con nuove squadre.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).














